Il nastro alle prove
Il post SampleRadar del 2 ottobre di MusicRadar offre 485 campioni gratuiti trattati con nastro. Per un chitarrista che inserisce campioni in un brano, è un’ottima occasione per aggiungere qualche imperfezione all’arrangiamento. La parte interessante comincia quando rientra la chitarra e i due suoni devono spartirsi la stessa zona delle medie frequenze.
La colorazione del nastro può comportare attacchi più morbidi, armoniche aggiuntive, fruscio o lievi variazioni di intonazione. Un singolo file può avere solo alcune di queste caratteristiche. Ognuna crea un problema diverso, o un piacere diverso, accanto a uno strumento amplificato. Il fruscio può riempire un silenzio voluto. Le variazioni di intonazione possono dare a un accordo tenuto un’instabilità affascinante.
Questi controlli valgono in generale per le sorgenti trattate con nastro. Parti da un file e dal suono di chitarra che intendi usare, poi ascolta la prima nota pizzicata e lo spazio dopo l’accordo.
Dai una parte al campione
Prima di aggiungere un altro effetto, è bene decidere che ruolo affidare al campione. Potrebbe scandire il ritmo, rispondere a una frase di chitarra o fare da sfondo sostenuto. Scegli quale funzione vuoi assegnargli: un suono efficace per un ingresso di due battute potrebbe diventare stancante se prosegue per tutta una strofa.
Costruisci un breve passaggio usando il suono di chitarra effettivo. Una registrazione diretta e pulita può lasciare uno spazio ingannevole se la parte finale sarà ricca di fuzz. Al contrario, una chitarra essenziale e brillante può lasciare molto spazio a una trama campionata più densa. La quantità di gain del pedale racconta solo una parte della storia: contano anche il voicing e il ritmo.
Prima di aggiungere effetti, prova a modificare l’arrangiamento: togli il campione sotto una frase di chitarra movimentata, poi fallo entrare quando il chitarrista tiene una nota. Se una sfocatura continua si adatta al brano, mantienila. Rendi intenzionali gli ingressi e le uscite, fino a curare lo spazio prima del movimento successivo.
Vai oltre la versione più forte
Un campione può sembrare migliore in un confronto solo perché è più forte. Mantieni fisso il volume della chitarra e regola quello del campione mentre ascolti l’intero passaggio. Quando confronti un’elaborazione aggiuntiva con il bypass, compensa l’eventuale aumento di guadagno, così l’effetto deve giustificare il cambiamento di timbro.
Se il carattere sonoro è già impresso nel campione, non c’è un interruttore di bypass per quel trattamento precedente. Aggiungere saturazione può dare più densità, ma ridurre la presenza dell’attacco che speravi rendesse leggibile la parte. Usare con più moderazione il processore successivo lascia spazio per sentire cosa fa già la sorgente.
Ascolta anche i passaggi più silenziosi. Un noise gate potrebbe troncare una coda che vuoi mantenere, mentre una sezione più quieta potrebbe far emergere un fruscio che il ritornello nascondeva. Una dissolvenza della clip o un’automazione del volume possono dare alla coda una conclusione prevedibile. Controlla la dissolvenza con la chitarra in silenzio.
Lascia spazio al plettro
Una chitarra distorta ha già un contenuto armonico abbondante. Aggiungere un altro livello ricco di armoniche può rendere meno netta la distinzione tra l’attacco del plettro e il suono sostenuto che lo accompagna. Alzare il volume della chitarra potrebbe semplicemente rendere più densa l’intera sezione.
Per prima cosa, accorcia un accordo di chitarra o cambia il punto in cui entra il campione. Poi valuta l’equalizzazione. Se il campione contiene energia nelle basse frequenze che contribuisce poco al suo ruolo, un filtro passa-alto leggero può fare spazio. Giudicalo nell’arrangiamento completo. Un file che da solo suona notevole può risultare troppo ingombrante per la parte che deve svolgere.
Se vuoi mantenere il campione attivo, prova ad automatizzare una lieve riduzione di volume intorno all’ingresso della chitarra. Riporta il volume al livello iniziale durante il sustain e ascolta se si avverte un evidente effetto di pompaggio. La quantità giusta dipende dal materiale, quindi ha poco senso prescrivere una frequenza o un’impostazione del compressore universale. Confronta il passaggio con e senza l’intervento allo stesso volume d’ascolto.
Controlla i punti di giunzione
La texture può distogliere l’attenzione da un montaggio approssimativo. Metti in loop il passaggio scelto abbastanza a lungo da sentire più volte il punto di giunzione. Controlla che il decadimento non venga troncato, che non ci siano clic o sbalzi ritmici. Una dissolvenza breve può aiutare a eliminare una discontinuità, ma una più lunga potrebbe attenuare un attacco che dà slancio al loop.
Se adatti il file a un nuovo tempo, valuta il risultato renderizzato rispetto alla parte di chitarra. Ascolta sia i suoni sostenuti sia gli attacchi. L’adattamento può introdurre artefatti e i movimenti di intonazione già presenti nella registrazione potrebbero risaltare maggiormente accanto a una nota stabile.
Lascia invariati quei movimenti quando danno al suono il carattere che cerchi. Se rendono incerto un accordo specifico, potrebbe funzionare meglio far comparire la texture per meno tempo oppure scegliere un’altra sezione del file. Prova anche l’uscita dal loop: una ripetizione pulita può comunque finire in modo brusco se la coda viene troncata all’inizio della sezione successiva.
Provala sull’impianto
Prima di usare la parte alle prove, ascoltala attraverso la catena di uscita che prevedi di utilizzare. Un normale cabinet per chitarra modifica in modo deciso il bilanciamento delle frequenze. Una texture campionata instradata al suo interno potrebbe occupare uno spazio molto diverso rispetto alla stessa texture inviata separatamente all’impianto della sala. Scegli il percorso mentre suona tutta la band.
Se una sorgente stereo verrà sommata in mono, prova prima ad ascoltare il risultato. Alcuni effetti stereo perdono volume o cambiano carattere quando i canali vengono combinati. Controlla anche il file di riproduzione renderizzato, soprattutto se durante la scrittura parte del suono proveniva da una catena di effetti dal vivo.
Conserva una sorgente intatta e crea una versione per le prove con le dissolvenze già impostate. Definisci un chiaro segnale di partenza e una fine che lasci la quantità di silenzio desiderata. Se la parte deve essere sincronizzata con precisione, concorda chi segue la riproduzione e dove si sentiranno il conteggio iniziale o il clic.
Infine, smetti di suonare e lascia che la base prosegua nello spazio dopo il brano. Aspetta abbastanza a lungo per sentire se la coda finisce come previsto e se il fruscio si interrompe davvero. Lasciala andare mentre accordi di nuovo lo strumento. Se un loop indesiderato riparte, sposta il punto di arresto prima della prossima prova.
Scritto da Nico Delray
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